CANTATORE DOMENICO (1906-1998)

NOTE BIOGRAFICHE

Domenico Cantatore è stato un importante pittore e illustratore italiano. Dalla Puglia, nel 1922 si trasferisce a Roma e nel 1924 a Milano, dove inizia a dipingere e a frequentare il suo amico e critico tarantino Carrieri e il gruppo di artisti legati a Sarfatti. Nel 1929, tiene la sua prima personale alla Galleria Milano e conosce Carlo Carrà il quale ha su di lui una profonda influenza. Nel 1932 si trasferisce a Parigi. Nella maturazione artistica resta fondamentale il diretto contatto con l'opera dei grandi impressionisti Rousseau, Cézanne, Matisse, Manet, Renoir e poi di Modigliani e Picasso, da allora essenziali punti di riferimento per tutta la sua vita artistica. Sono soprattutto i disegni e le puntesecche del periodo parigino a dargli coscienza dei propri mezzi e ad attirare sull'opera di Domenico Cantatore, l'attenzione di critici e letterati. Al ritorno a Milano, entra in lungo periodo di crisi dove non dipinge ma scrive; in questi anni diviene amico di Salvatore Quasimodo il quale lo denominò nel 1965 "pittore dalla tenerezza umana" e aderisce al nuovo movimento di "Corrente" con i giovani Migneco, Sassu, Cassinari. Dal 1940 è nominato per chiara fama titolare della cattedra di "Figura disegnata" presso il Liceo artistico. Nel 1947 incontra Morandi il quale avrà una notevole influenza sul suo modo di comporre negli anni successivi, dove la geometria definisce lo spazio. Sono anni in cui scopre l'energia del colore disteso, che riesce a costruire una realtà autonoma di forme; nei prossimi quadri "Gente del Sud" e Odalische" ci sono solidità geometrica di Cezanne e Picasso, cromatismo di Matisse, sinuosità di Modigliani, monumentalità di Carrà e Morandi. Nel 1950 diventa titolare della cattedra di "Pittura" presso l’Accademia di Belle arti di Brera di Milano. Partecipa successivamente al Premio Bergamo, alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma. Gli anni sessanta sono gli anni di glorificazione e riconoscimento; però la sua ricerca non si ferma e staccandosi dalla terra si concentra sui "cieli", lo spazio, l’abbandono. Muore a Parigi durante un soggiorno per rivedere i luoghi della giovinezza.

Opere disponibili: